Il gruppo della Pietà alla processione del Venerdì Santo di Savona
Il gruppo della Pietà alla processione del Venerdì Santo di Savona. Foto: Senet · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La prima cosa da sapere sulla processione del Venerdì Santo di Savona è che non si tiene tutti gli anni. Ha cadenza biennale e si svolge negli anni pari: in quelli dispari le casse restano negli oratori e le confraternite propongono altre iniziative, come una Via Crucis in forma più raccolta o mostre dedicate. Chi programma un viaggio di Pasqua in Riviera per vederla deve quindi guardare prima di tutto il calendario. Quando c'è, è uno degli appuntamenti religiosi più importanti della Liguria, e richiama in città visitatori anche da altre regioni.

Un rito nato nel Medioevo

La processione ha radici nei riti penitenziali medievali e, con il passare dei secoli, ha preso la forma di una rappresentazione della Passione di Cristo. Dietro c'è la storia delle confraternite savonesi, presenti in città da molto tempo: associazioni di laici con i propri oratori, che ancora oggi conservano le opere e organizzano la manifestazione. Sei di queste confraternite sono riunite nel Priorato Generale delle Confraternite di Savona centro, che coordina la processione insieme alla Diocesi e al Comune. Non è quindi uno spettacolo costruito per l'occasione, ma il frutto del lavoro di comunità che custodiscono queste opere da secoli.

La processione si tiene solo negli anni pari e la data segue la Pasqua, quindi cambia ogni volta. Prima di organizzarvi, controllate sui canali del Comune di Savona, della Diocesi di Savona-Noli o delle confraternite che l'edizione sia in calendario.

Le casse, opere di scultura portate a spalla

Protagoniste sono le casse, chiamate anche misteri: quindici gruppi scultorei in legno che raccontano in sequenza le scene della Passione. Sono state realizzate da maestri scultori in un arco di tempo lunghissimo, tra il Seicento e il Novecento, e in un'unica serata si possono quindi vedere in movimento secoli di scultura lignea. Ciascuna cassa poggia su due stanghe ed è sollevata a spalla da una squadra di portatori con le cappe delle confraternite, nei colori blu, bianco e rosso.

Il fascino sta nel movimento. Queste opere, viste in un oratorio, sono ferme; in strada, di sera, oscillano al passo dei portatori e la luce cambia sui volti delle figure. Lo sforzo è reale e si vede: portare a spalla un gruppo di legno lungo le vie del centro è un lavoro duro, svolto con grande concentrazione.

La musica e i mottetti

Il corteo non è silenzioso. Lungo la processione si alternano cori e complessi musicali che eseguono canti sacri. Una parte speciale tocca ai mottetti, brani composti nell'Ottocento proprio per la manifestazione savonese ed eseguiti da un grande insieme di coro e orchestra al seguito dell'ultima cassa. È una musica scritta apposta per queste strade, affidata a cori e musicisti della città e dei comuni vicini, che si incontrano per provarla prima della processione.

Come organizzarsi per la serata

La processione si svolge di sera nelle vie del centro di Savona, a partire dalla zona della Cattedrale. Il percorso non è sempre uguale: nelle diverse edizioni ha toccato strade differenti, con piazza Sisto IV e la zona degli oratori fra i punti di riferimento. Per questo non conviene fidarsi di vecchie cartine: l'itinerario aggiornato e l'orario di partenza vanno letti sul programma ufficiale dell'edizione.

Il pubblico è numeroso e muoversi in auto nel centro, durante la manifestazione, non è la scelta più comoda. Da Celle Ligure, che dista da Savona circa 8 km, valutate il treno, verificando prima gli orari di rientro serale, oppure partite con largo anticipo se usate l'auto. A inizio primavera la sera può essere fresca, soprattutto restando a lungo fermi sul marciapiede: portate una giacca. Con i bambini scegliete un punto vicino a una piazza, dove c'è più spazio. Se avete tempo, arrivate di giorno e visitate la città: la pagina dedicata a Savona e alla Fortezza del Priamar vi aiuta a orientarvi.

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